Tornare in Benin …

Tornare in Benin …

Dal 16 al 24 novembre 2024, con due compagni di viaggio che la Provvidenza ha inviato, Massimo e Giampaolo, abbiamo intrapreso un pellegrinaggio che ci ha portato in Benin ed in particolare a Yarikou nella Diocesi di Natitingou, dove la scuola cattolica “Santa Caterina da Siena”, che la nostra associazione in qualche modo sostiene da anni, si occupa dell’educazione di circa 200 ragazzi.

Un viaggio piuttosto faticoso data la ristrettezza dei tempi, il gran caldo e i tanti chilometri percorsi. Molti i cambiamenti riscontrati nel paese dall’ultimo nostro viaggio del 2018.  La cosa più evidente, i tanti cantieri per la costruzione di strade asfaltate in tutto il paese e questa trasformazione cambierà certamente in meglio la vita dell’intera società beninese.

Il nostro arrivo a Yarikou è stata una esplosione di gioia, tutti aspettavano, i ragazzi, le famiglie, il personale della scuola e noi. Una mattinata di festa e di condivisione, dove abbiamo conosciuto anche i nuovi direttori. Insomma una grande emozione! La nostra associazione è orgogliosa per tutto questo e ringraziamo Dio per intercessione di Santa Caterina da Siena, per averci concesso di partecipare a questo bellissimo progetto. Come ricordo per la nostra visita abbiamo donato una grande croce in legno che verrà installata all’entrata della scuola.

Dopo gli incontri tenuti con il Vescovo di Natitingou Mons. Antoine Sabi Bio e con tutto il personale della DDEC, abbiamo insieme a loro focalizzato l’attenzione sulle problematiche della scuola di Yarikou e sulle difficoltà delle famiglie che non possono sostenere il costo per la retta scolastica. Il villaggio infatti si trova distante dal capoluogo ed è particolarmente povero. Tutti insieme abbiamo intravisto una ipotesi di soluzione che dovrebbe consentire alla struttura di autofinanziarsi sfruttando i circa 20 ettaro di terreno di proprietà della diocesi e questo fa ben sperare per il futuro.

E’ stata anche l’occasione della visita inaspettata alla scuola “Laudato Sì” di Banigbà a Porto-Novo a 15 km dalla Nigeria dentro la foresta tropicale, dove un sacerdote coraggioso porta avanti anche un’azienda agricola. I ragazzi dalla materna alla fine della secondaria, fanno attività agricole, anche i più piccoli giornalmente curano l’orto e il pollame. L’agricoltura come didattica ma ecologica con attenzione all’acqua, tutto biologico e coltivazione di piante officinali. Dopo otto anni hanno potuto assumere quattro mamme per la gestione della cucina e acquistato circa 20 ettari di terreno. Il tutto garantisce l’alimentazione ai 225 ragazzi e a quanti lavorano in azienda mentre è stato aperto anche uno spaccio per la vendita dei prodotti compreso l’artemisia essiccata, pianta antimalarica. Un’idea questa geniale che coinvolge tutti in una scuola partecipata e attiva alla presenza delle famiglie.

Che dire poi della visita al Grand Seminaire Philosophat Saint Paul de Djimè, un grandissimo complesso che conta la presenza di ben 300 seminaristi. E’ stato entusiasmante sapere che tanti ragazzi qui in Africa si consacrano a Dio. La chiesa cattolica in Benin è una grande presenza, basta pensare che nella sola diocesi di Natitingou questo anno hanno potuto accogliere solo 140 seminaristi a fronte delle 200 domande di ammissione.

Prima della nostra partenza, tappa obbligata a Porto-Novo, la visita al complesso scolastico “Cardinal Gantin” la cui direzione è stata affidata nel 2023 dalla Conferenza Episcopale del Benin a Padre Celestin e che conta attualmente 700 ragazzi dalla primaria al liceo e 85 fra sacerdoti, suore e personale docente. E’ stata l’occasione per presentare la produzione cinematografica The Chosen ed alla presenza di circa trecento ragazzi più grandi è stato proiettato su uno schermo, un episodio della serie. E’ stato un successo così come è stato molto interessante al termine della proiezione, ascoltare i commenti dei ragazzi che avevano ben compreso il messaggio evangelico. Siamo rimasti incantati dalla presenza di tanti giovani intelligenti, educati e rispettosi, dalla bellezza dei bambini e questa sensazione si chiama speranza!

Un particolare che ci ha colpito, è stata la presenza nella scuola di una cappella dove i ragazzi possono andare a pregare e dove è esposto il Santissimo Sacramento per l’adorazione. In chiusura dell’incontro, la gradita sorpresa della visita del Vescovo di Porto-Novo Mons. Aristide Gonsallo, che è venuto a salutarci.

A conclusione di questo nostro viaggio che dire, le parole non possono esprimere la felicità dell’incontro con i tanti amici in particolare quelli legati alla scuola di Yarikou, ma anche con tanti uomini di chiesa che da anni si dedicano ai più bisognosi con una resistenza eroica. Dove si cerca di trasformare una cultura senza stravolgerla, mantenendo equilibri, radici, tradizioni, identità, un lavoro durissimo ma delicatissimo. Dove incontri tanti uomini e tante donne con così poche risorse ma che esprimono una dignità tale da farli apparire dei giganti e che sollecitano a noi un atteggiamento di rispetto e riverenza.

Ci siamo sentiti comunità fra noi e con tutti, fratelli di tutti, accolti da tutti, nell’emozione, nel caldo micidiale che ha fatto passare notti insonni, nelle decisioni durante i nostri tanti contatti, nelle feste di accoglienza a cui abbiamo partecipato e durante le messe quotidiane. Tutto è stato così tanto intenso che non ci sono parole di ringraziamento per i nostri fratelli africani. Laggiù è come essere a casa. Abbiamo trovato un gioiello, la pianta che abbiamo piantato sei anni fa a Yarikou forse fisicamente non è tanto cresciuta, ma attorno vi è qualcosa di inimmaginabile e che si chiama fraternità.  Crediamo che lo Spirito Santo con questo nostro viaggio abbia voluto far comprendere a noi che siamo andati pellegrini in quella terra ed a quanti ci hanno ospitato, l’importanza di gesti di fraternità e di condivisione, perché qui sta il nocciolo di tutto il Vangelo di Cristo Gesù.